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Lecco 202627 maggio 2026

In Lecco kommen Institutionen, Unternehmen und Wissenschaft für die nachhaltige Zukunft der Stahlindustrie zusammen

Diese Pressemitteilung ist im italienischen Original und auf Deutsch verfügbar.

Italiano

Questa mattina l’Aula Magna del Politecnico di Milano – sede di Lecco – ha ospitato Green Steel Vision, un incontro che ha riunito Istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sul futuro sostenibile della siderurgia e del manifatturiero. Un dialogo intenso, costruito attorno a visioni diverse ma complementari, unite dalla consapevolezza che la transizione green è ormai una responsabilità condivisa.

Ad aprire i lavori è stato il professor Marco Tarabini, prorettore del Polo di Lecco del Politecnico di Milano, che ha ricordato con orgoglio il ruolo dell’ateneo come punto di riferimento per le imprese: «Ogni volta che le aziende pensano al Politecnico, noi siamo fieri di questa scelta. Oggi viviamo nell’epoca di una rivoluzione continua e le aziende si devono aggiornare costantemente. Il cambiamento deve essere una realtà costante». Tarabini ha sottolineato il valore delle persone: «Come dipartimento di meccanico sforniamo qualche centinaio di ingegneri l’anno ed entrano nelle aziende con qualità. Non bastano gli impianti, ma sono le risorse umane a fare la differenza. Il capitale umano è quello che conta».

Il Sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza ha ribadito l’impegno della Regione, ricordando che «siamo la regione più manifatturiera d’Italia e una delle zone a livello europeo più manifatturiere». Un primato che va tutelato con equilibrio: «Bene la sostenibilità, ma senza creare disparità per la qualità delle nostre imprese. Fondamentale l’iniziativa dei talenti».

Un richiamo alla necessità di una transizione equa è arrivato anche dall’eurodeputato Pietro Fiocchi, che ha evidenziato come «la transizione deve coinvolgere tutto il settore, ma senza penalizzare chi è davanti». Fiocchi ha insistito su tre elementi chiave: «Non dobbiamo creare situazioni dove non vengono premiate le aziende. Serve energia a prezzi sostenibili, sostegno dell’innovazione e tutela alla concorrenza».

L’avvio della sessione tecnica è stato affidato a Eduardo Valecchi, CEO di Steel Italian Consultants e promotore dell’iniziativa, che ha sottolineato il valore simbolico e strategico della sede: «In questa sala abbiamo importanti realtà che possono aiutare le imprese alle prossime sfide. La location è importante: da qui passa il nostro futuro». Valecchi ha condiviso anche un momento personale: «Iniziai 30 anni fa nella distribuzione dei lunghi. In questo momento serve info chiara e linea guida con confronto tra di noi. Abbiamo bisogno di una crescita. È il mio trentesimo anniversario e volevo farci questo regalo, una giornata di confronto e crescita condivisa».

Il professor Carlo Mapelli, docente e ricercatore del Politecnico di Milano, ha offerto una lettura approfondita dei cicli siderurgici, delle tecnologie a maggiore impatto ambientale e delle condizioni che definiscono realmente un acciaio “green”. Ha posto domande cruciali: «Si sta producendo dell’acciaio green? Esistono delle cifre limite per capire quando un acciaio è green e la tassazione relativa?». Mapelli ha affrontato anche il tema dell’energia, ricordando che «il nucleare dagli anni ’80 in poi è quello che ha perso la maggiore quota rispetto alle altre fonti» e che «non stiamo usando tutta l’energia rinnovabile che stiamo producendo, ma dovremmo pensare a conservarla», citando esempi virtuosi come quelli del Giappone.

Giuseppe Sinisi di Oxygen O2 Legacy ha riportato l’attenzione sull’economia circolare come leva competitiva: «Il nostro mestiere è affiancare le aziende per dare sostegno. L’ESG non è un costo, ma uno strumento industriale e finanziario». La sfida, ha spiegato, è «sensibilizzare le aziende, capire che interventi fare e formarle, investendo in ciò che può generare certificazioni e valore».

Sara Pelucchi, partner KC&A, ha illustrato come una visione strategica interna possa guidare le imprese nella rendicontazione e nella governance della sostenibilità: «Nel 2020 è stato l’anno della svolta con la definizione di “Successo sostenibile” e da lì inizia un approccio ESG». Un approccio che, ha ricordato, ha impatti concreti: «C’è un legame sul fatturato: se l’approccio ESG è alto, allora ci sono risultati maggiori».

Il tema della competitività è stato ripreso da Federico Biffis (Plenitude), che ha mostrato come la transizione energetica rappresenti oggi una leva decisiva per le imprese. Nello Rapini di RSM ha illustrato le opportunità di recupero fondi a supporto dell’innovazione, mentre Matteo Calascibetta di Boriani Navigazione ha evidenziato il ruolo della logistica come elemento strategico per ridurre rischi operativi e doganali. Matteo Falsetti, CISO di Easynet Group, ha portato la discussione sul terreno della digitalizzazione: «Il nuovo acciaio è resiliente: AI ed efficientamento nel manifatturiero. Spostiamo l’attenzione dalle logiche aziendali storiche per una maggiore attenzione alle competenze operative».

Lo sguardo internazionale offerto da una realtà straniera, come il gruppo indiano Mangalam, ha ampliato ulteriormente il quadro, confermando come la transizione green sia un percorso globale che richiede collaborazione e visione condivisa.

A chiudere la giornata è stato l’intervento di Dario Righetti, presidente della Picco Lecco, che ha raccontato i 55 anni di una realtà sportiva profondamente radicata nel territorio. L’esempio perfetto di attenzione alla propria comunità. «Alla base della Picco c’è l’integrazione con il territorio, la valorizzazione del capitale umano e regole comportamentali: famiglia–scuola–pallavolo». Con 30 membri di staff, 22 tecnici e 250 atlete, Picco rappresenta un modello di crescita e responsabilità. «Occorrono idee, persone e progetti», ha ricordato Righetti, illustrando gli obiettivi futuri tra manifestazioni, formazione tecnica, certificazioni e piccoli progetti umanitari. «L’ESG è centrale per le aziende: Picco è l’investimento ideale».

Ai lavori hanno partecipato oltre cinquanta tra imprenditori e liberi professionisti.


Deutsch

Heute Vormittag war die Aula Magna des Politecnico di Milano – Standort Lecco – Gastgeber von Green Steel Vision, einer Veranstaltung, die Institutionen, Unternehmen und die akademische Welt zusammenbrachte, um über die nachhaltige Zukunft der Stahl- und der Fertigungsindustrie nachzudenken. Ein intensiver Dialog, aufgebaut um unterschiedliche, aber sich ergänzende Visionen, vereint durch das Bewusstsein, dass die grüne Transformation inzwischen eine gemeinsame Verantwortung ist.

Die Veranstaltung wurde von Professor Marco Tarabini eröffnet, Prorektor des Standorts Lecco des Politecnico di Milano, der mit Stolz an die Rolle der Hochschule als Bezugspunkt für die Unternehmen erinnerte: «Jedes Mal, wenn die Unternehmen an das Politecnico denken, sind wir stolz auf diese Wahl. Heute leben wir in einer Zeit kontinuierlicher Revolution, und die Unternehmen müssen sich ständig aktualisieren. Der Wandel muss eine konstante Realität sein». Tarabini betonte den Wert der Menschen: «Als Fakultät für Maschinenbau bringen wir einige Hundert Ingenieure pro Jahr hervor, und sie treten mit hoher Qualität in die Unternehmen ein. Anlagen allein genügen nicht, es sind die Humanressourcen, die den Unterschied machen. Das Humankapital ist das, was zählt».

Der Staatssekretär der Region Lombardei Mauro Piazza bekräftigte das Engagement der Region und erinnerte daran, dass «wir die industriell stärkste Region Italiens und eine der industriell stärksten Zonen auf europäischer Ebene sind». Ein Spitzenplatz, der mit Augenmaß geschützt werden muss: «Nachhaltigkeit ist gut, aber ohne Ungleichheiten für die Qualität unserer Unternehmen zu schaffen. Grundlegend ist die Förderung der Talente».

Ein Hinweis auf die Notwendigkeit einer gerechten Transformation kam auch vom Europaabgeordneten Pietro Fiocchi, der hervorhob, dass «die Transformation den gesamten Sektor einbeziehen muss, aber ohne diejenigen zu benachteiligen, die vorne sind». Fiocchi bestand auf drei Schlüsselelementen: «Wir dürfen keine Situationen schaffen, in denen die Unternehmen nicht belohnt werden. Es braucht Energie zu tragfähigen Preisen, Förderung der Innovation und Schutz des Wettbewerbs».

Der Auftakt der Fachsession wurde Eduardo Valecchi anvertraut, CEO von Steel Italian Consultants und Initiator der Veranstaltung, der den symbolischen und strategischen Wert des Standorts betonte: «In diesem Saal haben wir bedeutende Akteure, die den Unternehmen bei den kommenden Herausforderungen helfen können. Der Standort ist wichtig: Hier verläuft unsere Zukunft». Valecchi teilte auch einen persönlichen Moment: «Ich habe vor 30 Jahren im Vertrieb von Langprodukten begonnen. In diesem Moment braucht es klare Informationen und Leitlinien mit Austausch untereinander. Wir brauchen Wachstum. Es ist mein dreißigster Jahrestag, und ich wollte uns dieses Geschenk machen, einen Tag des Austauschs und des gemeinsamen Wachstums».

Professor Carlo Mapelli, Dozent und Forscher am Politecnico di Milano, lieferte eine vertiefte Analyse der Stahlzyklen, der Technologien mit der größten Umweltbelastung und der Bedingungen, die einen Stahl wirklich „grün“ machen. Er stellte entscheidende Fragen: «Wird grüner Stahl produziert? Gibt es Grenzwerte, um zu verstehen, wann ein Stahl grün ist, und die entsprechende Besteuerung?». Mapelli ging auch auf das Thema Energie ein und erinnerte daran, dass «die Kernenergie ab den 1980er-Jahren diejenige ist, die im Vergleich zu den anderen Quellen den größten Anteil verloren hat» und dass «wir nicht die gesamte erneuerbare Energie nutzen, die wir produzieren, sondern darüber nachdenken sollten, sie zu speichern», wobei er vorbildliche Beispiele wie jene Japans anführte.

Giuseppe Sinisi von Oxygen O2 Legacy lenkte die Aufmerksamkeit auf die Kreislaufwirtschaft als Wettbewerbshebel: «Unser Beruf ist es, die Unternehmen zu begleiten und zu unterstützen. ESG ist kein Kostenfaktor, sondern ein industrielles und finanzielles Instrument». Die Herausforderung, erläuterte er, besteht darin, «die Unternehmen zu sensibilisieren, zu verstehen, welche Maßnahmen zu ergreifen sind, und sie zu schulen, indem man in das investiert, was Zertifizierungen und Wert schaffen kann».

Sara Pelucchi, Partnerin bei KC&A, zeigte auf, wie eine strategische interne Vision die Unternehmen bei der Berichterstattung und der Governance der Nachhaltigkeit leiten kann: «2020 war das Jahr der Wende mit der Definition des „nachhaltigen Erfolgs“, und von da an beginnt ein ESG-Ansatz». Ein Ansatz, der, wie sie erinnerte, konkrete Auswirkungen hat: «Es gibt einen Zusammenhang mit dem Umsatz: Wenn der ESG-Ansatz hoch ist, dann gibt es größere Ergebnisse».

Das Thema der Wettbewerbsfähigkeit wurde von Federico Biffis (Plenitude) wieder aufgegriffen, der zeigte, wie die Energiewende heute einen entscheidenden Hebel für die Unternehmen darstellt. Nello Rapini von RSM stellte die Möglichkeiten der Rückgewinnung von Fördermitteln zur Unterstützung der Innovation dar, während Matteo Calascibetta von Boriani Navigazione die Rolle der Logistik als strategisches Element zur Reduzierung operativer und zollrechtlicher Risiken hervorhob. Matteo Falsetti, CISO der Easynet Group, brachte die Diskussion auf das Feld der Digitalisierung: «Der neue Stahl ist resilient: AI und Effizienzsteigerung in der Fertigungsindustrie. Verschieben wir die Aufmerksamkeit von den historischen Unternehmenslogiken hin zu einer stärkeren Beachtung der operativen Kompetenzen».

Der internationale Blick, geboten von einem ausländischen Akteur wie der indischen Gruppe Mangalam, erweiterte das Bild zusätzlich und bestätigte, dass die grüne Transformation ein globaler Weg ist, der Zusammenarbeit und gemeinsame Vision erfordert.

Den Tag beschloss der Beitrag von Dario Righetti, Präsident von Picco Lecco, der von den 55 Jahren eines tief in der Region verwurzelten Sportvereins erzählte. Das perfekte Beispiel für Aufmerksamkeit gegenüber der eigenen Gemeinschaft. «An der Basis von Picco stehen die Integration mit der Region, die Aufwertung des Humankapitals und Verhaltensregeln: Familie–Schule–Volleyball». Mit 30 Mitarbeitenden, 22 Trainern und 250 Athletinnen steht Picco für ein Modell von Wachstum und Verantwortung. «Es braucht Ideen, Menschen und Projekte», erinnerte Righetti und erläuterte die künftigen Ziele zwischen Veranstaltungen, technischer Ausbildung, Zertifizierungen und kleinen humanitären Projekten. «ESG ist zentral für die Unternehmen: Picco ist die ideale Investition».

An der Veranstaltung nahmen über fünfzig Unternehmer und Freiberufler teil.