A Lecco istituzioni, imprese e accademia per il futuro sostenibile della siderurgia
Questa mattina l’Aula Magna del Politecnico di Milano – sede di Lecco – ha ospitato Green Steel Vision, un incontro che ha riunito Istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sul futuro sostenibile della siderurgia e del manifatturiero. Un dialogo intenso, costruito attorno a visioni diverse ma complementari, unite dalla consapevolezza che la transizione green è ormai una responsabilità condivisa.
Ad aprire i lavori è stato il professor Marco Tarabini, prorettore del Polo di Lecco del Politecnico di Milano, che ha ricordato con orgoglio il ruolo dell’ateneo come punto di riferimento per le imprese: «Ogni volta che le aziende pensano al Politecnico, noi siamo fieri di questa scelta. Oggi viviamo nell’epoca di una rivoluzione continua e le aziende si devono aggiornare costantemente. Il cambiamento deve essere una realtà costante». Tarabini ha sottolineato il valore delle persone: «Come dipartimento di meccanico sforniamo qualche centinaio di ingegneri l’anno ed entrano nelle aziende con qualità. Non bastano gli impianti, ma sono le risorse umane a fare la differenza. Il capitale umano è quello che conta».
Il Sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza ha ribadito l’impegno della Regione, ricordando che «siamo la regione più manifatturiera d’Italia e una delle zone a livello europeo più manifatturiere». Un primato che va tutelato con equilibrio: «Bene la sostenibilità, ma senza creare disparità per la qualità delle nostre imprese. Fondamentale l’iniziativa dei talenti».
Un richiamo alla necessità di una transizione equa è arrivato anche dall’eurodeputato Pietro Fiocchi, che ha evidenziato come «la transizione deve coinvolgere tutto il settore, ma senza penalizzare chi è davanti». Fiocchi ha insistito su tre elementi chiave: «Non dobbiamo creare situazioni dove non vengono premiate le aziende. Serve energia a prezzi sostenibili, sostegno dell’innovazione e tutela alla concorrenza».
L’avvio della sessione tecnica è stato affidato a Eduardo Valecchi, CEO di Steel Italian Consultants e promotore dell’iniziativa, che ha sottolineato il valore simbolico e strategico della sede: «In questa sala abbiamo importanti realtà che possono aiutare le imprese alle prossime sfide. La location è importante: da qui passa il nostro futuro». Valecchi ha condiviso anche un momento personale: «Iniziai 30 anni fa nella distribuzione dei lunghi. In questo momento serve info chiara e linea guida con confronto tra di noi. Abbiamo bisogno di una crescita. È il mio trentesimo anniversario e volevo farci questo regalo, una giornata di confronto e crescita condivisa».
Il professor Carlo Mapelli, docente e ricercatore del Politecnico di Milano, ha offerto una lettura approfondita dei cicli siderurgici, delle tecnologie a maggiore impatto ambientale e delle condizioni che definiscono realmente un acciaio “green”. Ha posto domande cruciali: «Si sta producendo dell’acciaio green? Esistono delle cifre limite per capire quando un acciaio è green e la tassazione relativa?». Mapelli ha affrontato anche il tema dell’energia, ricordando che «il nucleare dagli anni ’80 in poi è quello che ha perso la maggiore quota rispetto alle altre fonti» e che «non stiamo usando tutta l’energia rinnovabile che stiamo producendo, ma dovremmo pensare a conservarla», citando esempi virtuosi come quelli del Giappone.
Giuseppe Sinisi di Oxygen O2 Legacy ha riportato l’attenzione sull’economia circolare come leva competitiva: «Il nostro mestiere è affiancare le aziende per dare sostegno. L’ESG non è un costo, ma uno strumento industriale e finanziario». La sfida, ha spiegato, è «sensibilizzare le aziende, capire che interventi fare e formarle, investendo in ciò che può generare certificazioni e valore».
Sara Pelucchi, partner KC&A, ha illustrato come una visione strategica interna possa guidare le imprese nella rendicontazione e nella governance della sostenibilità: «Nel 2020 è stato l’anno della svolta con la definizione di “Successo sostenibile” e da lì inizia un approccio ESG». Un approccio che, ha ricordato, ha impatti concreti: «C’è un legame sul fatturato: se l’approccio ESG è alto, allora ci sono risultati maggiori».
Il tema della competitività è stato ripreso da Federico Biffis (Plenitude), che ha mostrato come la transizione energetica rappresenti oggi una leva decisiva per le imprese. Nello Rapini di RSM ha illustrato le opportunità di recupero fondi a supporto dell’innovazione, mentre Matteo Calascibetta di Boriani Navigazione ha evidenziato il ruolo della logistica come elemento strategico per ridurre rischi operativi e doganali. Matteo Falsetti, CISO di Easynet Group, ha portato la discussione sul terreno della digitalizzazione: «Il nuovo acciaio è resiliente: AI ed efficientamento nel manifatturiero. Spostiamo l’attenzione dalle logiche aziendali storiche per una maggiore attenzione alle competenze operative».
Lo sguardo internazionale offerto da una realtà straniera, come il gruppo indiano Mangalam, ha ampliato ulteriormente il quadro, confermando come la transizione green sia un percorso globale che richiede collaborazione e visione condivisa.
A chiudere la giornata è stato l’intervento di Dario Righetti, presidente della Picco Lecco, che ha raccontato i 55 anni di una realtà sportiva profondamente radicata nel territorio. L’esempio perfetto di attenzione alla propria comunità. «Alla base della Picco c’è l’integrazione con il territorio, la valorizzazione del capitale umano e regole comportamentali: famiglia–scuola–pallavolo». Con 30 membri di staff, 22 tecnici e 250 atlete, Picco rappresenta un modello di crescita e responsabilità. «Occorrono idee, persone e progetti», ha ricordato Righetti, illustrando gli obiettivi futuri tra manifestazioni, formazione tecnica, certificazioni e piccoli progetti umanitari. «L’ESG è centrale per le aziende: Picco è l’investimento ideale».
Ai lavori hanno partecipato oltre cinquanta tra imprenditori e liberi professionisti.