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CBAM 2026: cos'è, come funziona e chi riguarda

Il CBAM è il meccanismo con cui l’Unione Europea mette un prezzo sul carbonio dei prodotti importati. Per chi acquista acciaio dall’estero non è una formalità in più: dal 2026 diventa un costo concreto, da conoscere e mettere a budget. In questa guida spieghiamo cos’è, come funziona e chi deve occuparsene, senza tecnicismi inutili.

Cosa significa CBAM

CBAM sta per Carbon Border Adjustment Mechanism, in italiano meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera. Serve a un obiettivo preciso: evitare che la produzione europea, che paga le proprie emissioni di CO2 attraverso il sistema ETS, venga svantaggiata rispetto a chi produce fuori dall’UE, dove un prezzo del carbonio spesso non esiste. Senza un correttivo, l’acciaio importato costerebbe meno solo perché non sconta il carbonio, e la produzione tenderebbe a spostarsi fuori dall’Europa. Questo fenomeno si chiama rilocalizzazione delle emissioni, in inglese carbon leakage. Il CBAM lo neutralizza: chi importa paga alla frontiera un costo allineato a quello che sosterrebbe un produttore europeo.

Il quadro normativo di riferimento è il Regolamento (UE) 2023/956, aggiornato dal pacchetto di semplificazione Omnibus, cioè il Regolamento (UE) 2025/2083, in vigore dal 20 ottobre 2025.

Quali settori e prodotti riguarda

Il CBAM si applica ai settori a più alta intensità di carbonio: ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità. Per il comparto siderurgico rientra un’ampia gamma di prodotti, dai semilavorati come ghisa e billette fino a laminati, tubi, profilati e prodotti finiti come viti e bulloni. È inoltre in discussione una proposta per estendere l’ambito anche ai prodotti a valle, cioè i manufatti che incorporano questi materiali.

Come funziona in pratica

Il principio è semplice. Chi importa deve dichiarare le emissioni incorporate nei prodotti, cioè la CO2 generata per produrli, e acquistare un numero corrispondente di certificati CBAM. Il prezzo dei certificati è agganciato a quello dei permessi ETS europei: per il primo trimestre 2026 la Commissione lo ha fissato a 75,36 euro per tonnellata di CO2.

Le emissioni si possono dichiarare in due modi: con i dati reali del produttore, verificati da un ente accreditato, oppure con i valori di default pubblicati dall’UE. I valori di default sono prudenziali e tendenzialmente più alti, una scelta voluta per spingere le aziende a procurarsi i dati reali, che di solito convengono.

Il sistema entra a regime in modo graduale. Nel 2026 la produzione europea gode ancora del 97,5% di quote gratuite, quindi si paga solo su una piccola parte delle emissioni. Questa quota cresce ogni anno fino ad arrivare al 100% nel 2034, quando si pagherà sull’intero contenuto di carbonio.

Chi deve occuparsene

L’obbligo riguarda chi importa nell’UE più di 50 tonnellate l’anno di prodotti soggetti. Sotto questa soglia si è esenti, ma per gli importatori di acciaio veri la soglia si supera quasi sempre. Chi è sopra deve ottenere lo status di dichiarante CBAM autorizzato per poter continuare a importare.

Attenzione alle date: il regime definitivo è partito il 1 gennaio 2026, l’acquisto dei certificati comincia il 1 febbraio 2027 e la prima dichiarazione, relativa alle importazioni del 2026, si presenta entro il 31 maggio 2027. In pratica il 2026 è l’anno in cui ci si prepara e si raccolgono i dati, il 2027 è l’anno in cui il CBAM diventa un costo in bilancio.

Domande frequenti

Il CBAM è una tassa? Non in senso stretto. È l’obbligo di acquistare certificati che riflettono il prezzo del carbonio europeo, così da pareggiare il costo tra produzione interna e importata.

Chi paga, l’importatore o il produttore estero? Paga l’importatore UE. Il produttore estero però deve fornire i dati di emissione, altrimenti si applicano i valori di default, più alti.

Quanto costa davvero? Dipende da prodotto, processo produttivo, paese di origine e volumi. Puoi ottenere una stima con il calcolatore CBAM.

In sintesi

Il CBAM non è un adempimento da rimandare. Il 2026 è il momento per capire se sei soggetto, ottenere lo status di dichiarante e iniziare a raccogliere i dati dei fornitori, così da arrivare preparato al 2027, quando il costo diventa reale.

Per stimare il tuo caso usa il calcolatore CBAM e tieni d’occhio le scadenze CBAM. Se hai bisogno di un supporto operativo, parla con un esperto.

Fonti: Regolamento (UE) 2023/956; Regolamento (UE) 2025/2083 (Omnibus); Commissione europea, pagine ufficiali CBAM; prezzo dei certificati primo trimestre 2026.

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